

di Sophie Corbetta*
Grazie alle tecnologie informatiche oggi è possibile svolgere alcune attività lavorative direttamente da casa propria. Chi può sfruttare questa opportunità deve quindi crearsi uno spazio apposito tra le mura domestiche, una postazione che permetta di espletare in maniera ottimale le proprie mansioni e di affrontare senza affaticarsi troppo le molte ore dedicate al lavoro.

La larga diffusione del computer e di internet consente oggi ad un numero sempre maggiore di persone di svolgere da casa la propria attività lavorativa, saltuariamente o quotidianamente. Questa opportunità non è più esclusiva solo di chi esercita la libera professione, perché sempre più aziende offrono ad alcuni dei propri dipendenti la possibilità di lavorare "in remoto", vale a dire dal computer della propria abitazione, adeguatamente collegato con quello dell'ufficio.
Se questa modalità lavorativa viene spesso accusata di privare la persona dei contatti umani tipici dell'ambiente lavorativo tradizionale, in molte situazioni rappresenta una importante risorsa. Infatti, lavorare a casa part-time o a tempo pieno significa anche ridurre o eliminare la scomodità del viaggio verso l'ufficio e gestire gli orari di lavoro in base alle proprie esigenze. Questa soluzione può quindi risultare una interessante alternativa anche per le persone che a causa di limitazioni motorie hanno difficoltà a compiere tutti i giorni faticosi spostamenti.
Per lavorare a casa si deve innanzitutto creare una postazione adeguata: l'ideale sarebbe avere a disposizione un locale da destinare interamente all'ufficio, ma quando questo risulta impossibile per limiti di spazio, si deve cercare di ricavare un angolo attrezzato all'interno di una stanza già dedicata ad altre attività. E se questo deve anche risultare accessibile, è importante fare molta attenzione alle caratteristiche delle attrezzature che verranno scelte per realizzarlo.
Per quanto riguarda il posizionamento, l'ufficio può essere ricavato in una nicchia, in un corridoio ampio o in un angolo del guardaroba, per essere richiuso come un armadio al termine del lavoro; oppure può stare in vista, in salotto come in camera, magari separato dal resto dell'ambiente da una libreria, che lo renda più appartato. Esistono anche dei mobili "secrétaire" che accolgono al loro interno il piano di lavoro e i contenitori: quando non serve più basta chiudere le ante per far sparire l'ufficio.
La scrivania è l'elemento principale della postazione di lavoro e per ospitare comodamente gli strumenti indispensabili - come, per esempio, il computer (fisso o portatile), il telefono e la luce da tavolo - deve avere un piano largo almeno 150 cm (riducibile a 120 cm in caso di mancanza di spazio) e profondo 80 cm.
Per evitare di affaticare la vista, infatti, il monitor del computer va posizionato come minimo a una distanza di circa 50-60 cm di distanza dagli occhi di chi è seduto, in posizione centrale e in modo che la linea orizzontale degli occhi corrisponda all'inizio della pagina di lavoro. Nel caso in cui l'attività svolta richieda di consultare frequentemente dei documenti, è consigliabile posizionare questi ultimi centralmente e il monitor in posizione leggermente laterale. Oppure è possibile adottare un sostegno per i documenti che consenta di sistemarli ad altezza degli occhi.
La tastiera va accostata al monitor per consentire di appoggiare gli avambracci sulla scrivania - in modo che formino un angolo di 90° con il tronco - per scaricare la tensione delle spalle mentre si scrive. I piani di lavoro con ripiano estraibile per la tastiera non prevedono alcun appoggio per gli avambracci e costringono chi li utilizza in una posizione scorretta.

Per chi lavora in carrozzina, il piano di lavoro - che, se appoggiato ad una parete, non deve mai essere profondo meno di 60-65 cm - deve risultare a circa 75 cm da terra (la misura esatta va calcolata in base all'altezza della persona e della seduta della carrozzina). La scrivania non deve presentare bande o cassetti laterali, per permettere l'inserimento delle gambe e il corretto avvicinamento al di sotto del piano, dove deve essere assente qualsiasi traverso (barra orizzontale) o ripiano.
Poiché lavorare su una scrivania posizionata all'altezza più corretta rispetto alla seduta facilita l'attività lavorativa, la soluzione ideale è rappresentata da un piano di lavoro con gambe regolabili in altezza - facilmente reperibili anche nei grandi magazzini per l'arredamento, persino nella versione con regolazione motorizzata - utile soprattutto nel momento in cui si ha la necessità di cambiare carrozzina, fatto che, a volte, comporta una variazione della posizione delle ginocchia rispetto al pavimento.
Nel caso di computer dotati di "minitorre" contenente l'hard-disk, quest'ultima può essere posizionata a terra, sotto la scrivania, in un punto che non intralci le manovre della carrozzina. In questo caso però può diventare scomodo maneggiare la torretta (per l'inserimento dei cd) da seduti: se il piano è sufficientemente ampio, è meglio posizionarla direttamente sulla scrivania oppure fissarla sollevata da terra sotto il piano di lavoro grazie ad un supporto metallico speciale.
Le periferiche del computer più ingombranti, come la stampante e lo scanner, vanno di solito installate su un ripiano a parte rispetto alla scrivania, ma sempre in posizione comoda, direttamente adiacente alla postazione principale di lavoro. L'adozione di una stampante multifunzionale (che fa anche da scanner e fotocopiatrice) rappresenta una soluzione salvaspazio.
L'utilizzo del computer e delle sue periferiche, oltre a quello di molte altre apparecchiature indispensabili per lavorare - come i telefoni cordless, i cellulari, le macchine fotografiche digitali, i palmari ecc. - richiedono l'installazione in prossimità della scrivania di un numero di prese elettriche sufficienti per l'alimentazione o la ricarica di più apparecchi contemporaneamente.
Se è presente almeno una presa elettrica è possibile far aggiungere da un elettricista nuove scatolette in numero adatto al proprio fabbisogno; perché risultino accessibili, è opportuno prevederle sulla parete posteriore o immediatamente a lato del piano di lavoro, ad una altezza di circa 110-120 cm da terra. Per evitare adeguamenti impegnativi, con la demolizione parziale dei muri per la creazione di nuove tracce per i fili e di buchi per le scatolette, è possibile adottare delle scatolette e delle canaline esterne da fissare sulle pareti.

Nell'angolo lavoro domestico non possono mancare gli elementi per accogliere il materiale e i documenti che devono essere utilizzati spesso, sistemati in modo da risultare facilmente raggiungibili. Per riporre il materiale da lavoro a portata di mano è possibile inserire sotto la scrivania, lateralmente, una cassettiera su ruote; ma solo se il tavolo è sufficientemente largo e se, una volta sistemata la cassettiera, avanza lo spazio per il comodo inserimento della carrozzina.
Se l'abituale manovra di inserimento della carrozzina sotto la scrivania avviene frontalmente, uno spazio largo circa 70 cm è sufficiente; se invece per sistemarsi al posto di lavoro si deve compiere una curva di 90°, è necessario lasciar libero per la carrozzina uno spazio maggiore, largo almeno 90 cm.
In una stanza sufficientemente spaziosa, la cassettiera può essere posizionata a lato della scrivania e diventare un comodo piano d'appoggio per la stampante o per lo scanner.
Se lo spazio è poco, di solito si sfrutta la parete dietro la scrivania per installare dei ripiani che accolgano il materiale necessario per lavorare. Le mensole in questa posizione sono comode, ma poco raggiungibili per chi è in carrozzina. La profondità della scrivania riduce ulteriormente la fascia prestazionale verso l'alto, quindi, per risultare accessibile da chi sta seduto, la mensola non deve essere posizionata ad un'altezza superiore ai 120 cm da terra.
Si deve fare attenzione che la mensola scelta non sia troppo profonda (al massimo 25 cm) e risulti almeno a 40 cm di altezza dal piano della scrivania, altrimenti rischia di intralciare l'area di lavoro.
In ambienti abbastanza ampi, invece, è possibile adottare un mobile-libreria da sistemare a lato della scrivania, che può rivelarsi utile anche per separare la zona funzionale dell'angolo lavoro dal resto della stanza. Una libreria passante, cioè senza schienale, divide visivamente e crea privacy senza chiudere troppo e lasciando filtrare la luce da una zona all'altra. Per essere totalmente accessibile a chi lavora in carrozzina, il modello da scegliere deve presentare l'ultimo ripiano utilizzabile ad un'altezza massima di 110-130 cm da terra.

Per realizzare in casa un angolo lavoro confortevole come un vero e proprio ufficio, non si può fare a meno di valutare attentamente anche il tipo di illuminazione da scegliere, in grado di rendere meno gravose le attività da svolgere alla scrivania.
La luce naturale è la migliore e la più adeguata all'ambiente lavorativo, ma non deve abbagliare o creare fastidiosi riflessi sul monitor del computer. Quindi può essere utile smorzare con delle tende l'intensità della luce naturale diretta proveniente dall'esterno e provvedere ad illuminare artificialmente e puntualmente il piano di lavoro.
L'illuminazione artificiale deve garantire la giusta quantità di luce dove serve, senza affaticare la vista, sia di giorno che in assenza di luce naturale. Sulla scrivania va adottata come minimo una lampada con braccio snodabile che possa essere spostata e orientata in base alle necessità. Per evitare ombre sul piano di lavoro, la lampada va posta sul lato opposto alla mano che si usa per scrivere (a sinistra per chi utilizza la mano destra e a destra per i mancini) ad un'altezza di circa 60 cm dal piano stesso. La potenza della lampadina deve essere compresa fra i 75 e i 100 watt per i modelli a incandescenza e tra i 15 e i 23 watt per quelli fluorescenti, che sono a risparmio energetico e producono meno calore (anche se costano di più).
Di sera o in assenza di illuminazione naturale, per non affaticare la vista con il brusco passaggio tra la luce del monitor e l'ombra della stanza, si deve prevedere anche una adeguata illuminazione dell'ambiente circostante; oppure si può ricorrere ad una luce diffusa posizionata sulla parete dietro il computer, che si può ottenere con una applique a muro o una illuminazione sottopensile da applicare alle mensole a muro.
Lavorare a lungo seduti ad una scrivania può far insorgere dolori muscolari che incidono sul rendimento. Soprattutto quando si lavora al computer per parecchie ore di seguito, si rimane molto tempo nella stessa posizione, concentrati sulla propria attività, senza fare attenzione all'atteggiamento che il corpo prende. Di solito, con il subentrare della stanchezza, si tende ad assumere, senza accorgersene, una postura viziata che ha come conseguenza l'insorgere di dolori muscolari al collo e alle spalle.
Se si è soliti lavorare per un periodo abbastanza prolungato anche in casa, l'angolo lavoro domestico non può essere attrezzato con una sedia qualsiasi, ma deve prevedere una seduta ergonomica in grado di adattarsi alle caratteristiche fisiche e alle necessità di chi la utilizza, evitando che assuma posizioni scorrette. Questa possibilità, con le indicazioni che seguono, resta ovviamente riservata a chi non è vincolato all'utilizzo della carrozzina, sul cui sistema di postura non è facile, o addirittura non è sempre possibile, intervenire.
Per lavorare più ore comodamente, evitando fastidi o danni allo scheletro o ai muscoli della schiena, vale quindi la pena abbinare alla propria scrivania una sedia professionale, che risulti personalizzabile grazie alle seguenti funzioni:
sedile regolabile in altezza e in profondità, per consentire il posizionamento più corretto possibile delle gambe rispetto al pavimento in base all'altezza di chi la utilizza (i piedi devono toccare a terra e la seduta non deve esercitare pressione sulla parte posteriore delle ginocchia);
meccanismo a dondolo che si regola in funzione del peso corporeo. Sedile e schienale basculano in funzione dei movimenti della persona seduta;
inclinazione del sedile regolabile in base alle necessità personali, per garantire il giusto sostegno ad ogni movimento;
schienale regolabile in altezza con sostegno lombare, perché la schiena abbia il giusto supporto e la tensione sulla colonna vertebrale venga ridotta;
braccioli regolabili in altezza che allevino la tensione su collo e spalle. Se i gomiti sono appoggiati correttamente, infatti, muscoli e polsi non si affaticano inutilmente e la stanchezza diminuisce.
Al di là degli arredi e delle attrezzature scelti per creare l'angolo lavoro, per evitare problemi posturali vale infine per tutti - a casa come in ufficio - il consiglio di fare con costanza, durante la giornata di lavoro, brevi ma frequenti pause per effettuare qualche stiramento e alcuni esercizi di scioglimento muscolare per il collo, le gambe, la schiena, le mani e le spalle.
* Architetto (articolo e illustrazioni)