

di Barbara Pianca
È arrivato in Italia il tree climbing per persone con disabilità. Una cooperativa padovana ha proposto con successo il progetto Arrampicabile 2006 che prevede esperienze di arrampicata sugli alberi per persone con disabilità intellettiva.

Il tree climbing, una tecnica di arrampicamento sugli alberi con supporto di corde e imbracature, è nato negli anni Venti in America per agevolare la potatura manuale delle piante e negli ultimi quindici anni si è diffuso anche in Europa.
Grazie a questa tecnica la potatura avviene dall’interno della chioma per mezzo di strumenti manuali (il segaccio a mano) il cui intervento sui rami, ispirato a un consapevole atteggiamento di rispetto verso la pianta, non ne intacca l’equilibrio.
Chi pratica tree climbing viene chiamato climber.
Il contatto con l’albero, la necessaria coordinazione motoria per effettuare l’arrampicata, la sfida della salita: sono questi elementi che hanno suggerito ad alcuni di utilizzare il tree climbing in ambito educativo e terapeutico, in particolare con i bambini e le persone con disabilità.
Luca Fuser, operatore della cooperativa padovana Coislha per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, climber di professione per la potatura degli alberi, ha ideato, insieme ad Alice Cavinato, educatrice del Centro Educativo Occupazionale Diurno per persone disabili Antares, il progetto Arrampicabile 2006.
Con questa iniziativa, spiegano i promotori, l’esperienza di arrampicata sugli alberi “da metodo di lavoro diventa attività ludico-ricreativa adatta a tutte le persone e in particolare a quelle con disabilità, cui è offerta la possibilità di svolgere un’attività straordinaria - decisamente fuori dall’ordinario - che li aiuta a superare alcune rigidità”.

Il progetto coordinato dalla cooperativa Coislha e dal Ceod Antares traccia un percorso educativo-motorio che ha come luogo un albero pubblico che il Quartiere 5 di Padova ha permesso loro di “adottare”. Ogni quindici giorni a partire dallo scorso inverno, per otto incontri di due ore ciascuno, sette ospiti con disabilità intellettiva del Ceod si sono riuniti attorno all’albero, lo hanno guardato, disegnato, accarezzato e poi a turno, insieme al climber Luca Fuser e negli ultimi periodi anche da soli, hanno affrontato l’arrampicata.
A fine maggio la festa di chiusura dell’attività annuale ha permesso anche a ospiti occasionali, tra cui soprattutto bambini, di sperimentare il tree climbing. Nella stessa giornata, i partecipanti al progetto sono stati premiati con una gratificante cerimonia di riconoscimento del loro impegno.
Alice Cavinato, l’educatrice che ha seguito il progetto, racconta che la proposta è stata accolta dagli ospiti del Ceod fin dall’inizio con entusiasmo. “Non sono mancate alcune perplessità legate alla paura di non riuscire, di cadere e farsi male, ma sono svanite man mano che ci si addentrava sempre di più nell’attività”, spiega la Cavinato che non nasconde la soddisfazione per i risultati raggiunti.
“Ciascun ragazzo ha dimostrato di essere in grado di concentrarsi nel momento di attuazione della tecnica di risalita dovendo riflettere sulla coordinazione motoria necessaria. Ha accantonato le proprie ansie focalizzando l’attenzione”. Soprattutto, rileva l’educatrice, i partecipanti hanno guadagnato in autostima e questo ha contribuito anche a rafforzare la sintonia del gruppo. “Persone che in altri contesti difficilmente vanno d’accordo qui si sono incontrate, si sono aiutate le une con le altre a indossare l’attrezzatura e si sono reciprocamente incentivate con tifo e acclamazioni durante l’arrampicata”.
In Italia l’esperienza di Arrampicabile è una delle prime se non proprio la prima (non si ha notizia di altre), ma in Francia la tradizione è più consolidata. L’associazione francese Accrobranche, specializzata da anni nel tree climbing ricreativo, ha sviluppato un’estensione specifica dedicata alle persone con disabilità motoria, sensoriale e mentale.
Proprio da quest’anno l’associazione francese inizia uno studio volto alla sistematizzazione teorica degli effetti riscontrati nelle persone con disabilità coinvolte nel tree climbing. Manca ancora infatti materiale sull’osservazione scientifica dell’attività e a colmare questa carenza si sta attivando anche il gruppo padovano che, attraverso uno scambio con l’associazione francese, ha iniziato a preparare griglie e tabelle all’interno delle quali registrare i cambiamenti rilevati sui partecipanti.
Il fermento per il successo dell’iniziativa italiana sta già producendo nuove idee. E mentre i ragazzi di Antares, grazie al Quartiere 5 di Padova, hanno a disposizione il loro albero anche per tutta l’estate fino a settembre, gli operatori tessono reti per diffondere il progetto nelle scuole e in altre realtà associative.
Vorrebbero organizzare una squadra di lavoro i cui due assistenti speciali dovrebbero essere proprio due tra i sette ospiti del Ceod che hanno partecipato ad Arrampicabile 2006. “Sono due ragazzi che hanno mostrato particolare abilità nell’arrampicata e potrebbero aiutarci a diffondere la pratica tramite dimostrazioni e attività di assistenza. Per loro - ha spiegato Fuser - sarebbe un’esperienza importantissima e responsabilizzante”.
Per contattare la Cooperativa Sociale Coislha - che si trova a Padova in Via Col Moschin, 3 - si possono utilizzare i seguenti recapiti: tel. 049.680303, fax 049.8829315, email: info@coislha.net sito web: www.coislha.net