Mobilità Sommario numero 45 del 2006


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Infanzia

Chi mi guarda il pupo?

Spesso i genitori ricorrono al baby-sitter quando non possono accudire i propri figli in prima persona e non ci sono i preziosi nonni a disposizione. Ma se il bambino è disabile e necessita di qualche attenzione in più a chi ci si può rivolgere? Al baby-xitter, una figura - nuova per il nostro Paese - specializzata nell’assistenza ai bimbi con disabilità.

un bambino che gioca

Nella famiglia italiana “media” entrambi i genitori sono lavoratori; che siano occupati fuori o dentro casa poco importa, dato che anche fare la casalinga è a tutti gli effetti una occupazione a tempo pieno. Inevitabilmente vi sono momenti in cui gli impegni non permettono di dedicare ai propri figli le attenzioni necessarie. Purtroppo non sempre si può contare sul provvidenziale aiuto dei nonni e così ci si trova a dover cercare assistenza all’esterno del nucleo familiare e parentale. Ci si rivolge, cioè, ad un baby-sitter.

Questa soluzione può andare bene in molti casi, ma non è detto sia sempre così. Alcuni minori, come ad esempio i bambini con disabilità, hanno bisogni più complessi che il baby-sitter comune può non essere in grado di comprendere al meglio. Ciò è motivo di preoccupazione per tante famiglie che vivono con ansia il fatto di affidarsi ad una persona senza esperienze e competenze specifiche.

È in questi casi che si avverte la mancanza di una figura specializzata nell’assistenza a domicilio ai bambini con disabilità.

I baby-xitter

Una figura che in Italia non esiste. O, meglio, non esisteva. Da alcuni mesi infatti è attiva a Torino l’associazione Baby-Xitter (www.baby-xitter.org), che offre personale formato appositamente per fornire assistenza a domicilio a bambini e ragazzi con disabilità.

I baby-xitter sono operatori che già vantano una buona esperienza nel campo della disabilità e che vengono poi formati dall’associazione con un corso tenuto in collaborazione con i medici della Federazione Malattie Rare Infantili. Il corso, pur non tralasciando nozioni di infermieristica di base e di rianimazione, si propone di approfondire soprattutto l’approccio psicologico della professione.

Ad oggi l’associazione è riuscita a formare una sessantina di operatori di entrambi i sessi, in genere giovani. Alcuni di essi sono laureati in materie sociali, in particolare in psicologia, ma non è richiesto un titolo di studio specifico per svolgere questa professione.

Attualmente i baby-xitter operano nella provincia di Torino, ma le richieste provenienti dalle altre province fanno pensare che il servizio possa espandersi e coprire prossimamente un territorio ben più vasto. Altre associazioni al di fuori della regione hanno dimostrato un forte interesse per il progetto e potrebbero riproporlo anche nei propri ambiti territoriali.

Come funziona

Grazie alla collaborazione con altre associazioni ed alla consulenza di medici, psicologi e altri professionisti, Baby-Xitter è in grado di offrire assistenza in tutti i casi di disabilità, sia fisica che psichica.

L’associazione, dopo un colloquio preliminare che permette di delineare la situazione familiare e le esigenze del bambino, propone ai genitori l’operatore più adatto. Il tipo di intervento potrà essere personalizzato al contesto ed unire, se necessario, alla semplice assistenza anche altre attività quali ad esempio supporti di tipo logopedico o psicomotorio. In ogni caso l’aspetto ludico - molto importante dato che si opera con i bambini - è sempre centrale.

Il servizio fornisce non solo assistenza alla persona ma anche uno sportello informativo per tenere aggiornata la famiglia sugli sviluppi in campo medico-scientifico riguardanti la disabilità del figlio, sulle novità legislative e sulle varie agevolazioni.

Per quanto riguarda il costo del servizio, Baby-Xitter prevede innanzitutto una quota associativa di 20 euro. Le tariffe orarie di un baby-xitter sono in linea con quelle di un normale baby-sitter ma appaiono allettanti se si considerano le caratteristiche della prestazione: 8,5 euro all’ora che scendono a 7,5 euro se le ore mensili sono più di 15.

L’associazione Baby-Xitter

I genitori interessati al servizio di assistenza offerto da Baby-Xitter possono contattare l’associazione telefonicamente ai numeri 011.676002 e 329.1825838 oppure via email all’indirizzo baby-xitter@libero.it

Gli operatori sono presenti in sede - che si trova a Torino in Corso Galileo Galilei, 38 - nei giorni di giovedì e venerdì dalle ore 10 alle 13 e ricevono solo su appuntamento.

Gli stessi recapiti possono essere utilizzati anche dagli aspiranti baby-xitter per richiedere informazioni su come intraprendere questa particolare professione.