Mobilità Sommario numero 46 del 2006


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Internet

Google premia l’accessibilità

Il popolare motore di ricerca propone, in via sperimentale, nuove funzionalità pensate per gli utenti con disabilità visive. I risultati delle ricerche in internet vengono selezionati e ordinati tenendo in considerazione non solo la pertinenza dei contenuti ma anche l’accessibilità delle pagine.

Chi ha una pur minima familiarità con internet sicuramente si sarà servito almeno una volta di Google (www.google.com), il motore di ricerca più usato al mondo. Google ha raggiunto tale primato affinando nel tempo il proprio servizio che oggi garantisce ricerche veloci e accurate. E che recentemente, assecondando una tendenza che finalmente è arrivata anche in rete, si è arricchito di una nuova funzione per agevolare gli utenti non vedenti e ipovedenti.

Risultati accessibili

il logo di Google

Quando vengono “interrogati”, i motori di ricerca restituiscono i risultati ordinati in base alla pertinenza tra i termini inseriti dall’utente ed i contenuti delle pagine dei siti; di norma la struttura della pagina - cioè come il contenuto viene presentato - non influisce in maniera significativa nel processo di selezione dei risultati.

Nella versione “accessibile” di Google (labs.google.com/accessible), invece, l’usabilità delle pagine diventa un parametro primario. Ciò significa che a parità di contenuti verranno preferiti (cioè presentati per primi) i siti che risultano maggiormente fruibili da parte delle persone con deficit visivi.

Per capire se e quanto un sito è accessibile il motore di ricerca analizza alcuni indicatori del linguaggio HTML - il codice che determina come verrà visualizzata la pagina nel nostro browser - che rivelano dettagli importanti. Dal codice sorgente, infatti, è possibile capire quanto è complessa la pagina, come è strutturata la navigazione all’interno del sito, l’uso che viene fatto delle immagini ecc.

Certamente la fruibilità di un sito web dipende da molti fattori, alcuni dei quali possono essere soggettivi, e non è detto che una pagina classificata da Google come accessibile lo sia poi effettivamente per tutti.

Qualche perplessità

E in effetti un primo test di Google Accessible Search può lasciare un po’ perplessi. Alcune delle pagine segnalate dal motore di ricerca non sembrano affatto rispondere ai criteri di accessibilità e usabilità. Non tanto perché non seguono le specifiche del World Wide Web Consortium (www.w3.org e, in italiano, www.w3c.it) e non passano l’esame del validatore (un esito positivo non sarebbe comunque di per se garanzia di accessibilità), quanto perchè già ad una prima occhiata i contenuti risultano poco fruibili, in particolare dalle persone ipovedenti.

Ecco quindi che ci imbattiamo in pagine dalla struttura tutt’altro che semplice, con testi quasi illeggibili, sfondi improbabili, sovraffollate di elementi visivi che possono disturbare o distrarre e gremite di link (la maggior parte dei quali superflui) che lasciano disorientato anche l’utente più smaliziato.

Altre pagine risultano interamente o in parte inaccessibili ai non vedenti a causa di un uso poco accorto di immagini e tabelle che può rallentare o impedire il funzionamento dei programmi di sintesi vocale. La mancanza di testo alternativo per le immagini ostacola la comprensione dei contenuti e in alcuni casi anche la navigazione all’interno del sito. La stessa, inoltre, non sempre può essere effettuata agevolmente con i comandi della tastiera in alternativa al mouse.

La “ricerca accessibile”, insomma, deve essere ancora perfezionata (Google dichiara esplicitamente che il progetto è ancora in fase di sviluppo e i criteri di valutazione vanno affinati) ma è comunque positivo il fatto che il motore di ricerca più popolare abbia deciso di premiare anche l’usabilità e l’accessibilità. Questo avrà l’effetto di spronare i webmaster a tenere maggiormente in considerazione tali aspetti.