Mobilità Sommario numero 48 del 2006


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Patenti speciali

Auto sì, rimorchio no

Una nostra Lettrice, partendo dalla propria esperienza personale, evidenzia un paradosso legislativo che crea discriminazioni assolutamente infondate. È possibile guidare un veicolo, adattato alle proprie esigenze, ma non è possibile trainare un rimorchio che superi un certo peso.

Silvia Veratti

Silvia Veratti è istruttrice federale di equitazione e fino al 1996, anno in cui in seguito ad un incidente è divenuta paraplegica, è stata cavaliere ad ostacoli a livello nazionale e internazionale.

Dopo il 1996 ha ripreso l’attività a cavallo sia con la Federazione disabili che con quella per normodotati con la quale continua a partecipare a gare a livello nazionale. Con la Federazione disabili invece partecipa anche a tornei internazioni e olimpici tanto da qualificarsi terza ai Mondiali di Danimarca nel 1999 e partecipare alle Paraolimpiadi di Sidney nel 2000 (medaglia di bronzo). Terzo posto anche agli Europei di Budapest del 2005. Ora si sta qualificando per le prossime Paraolimpiadi di Pechino.

Un palmarés di tutto rispetto, quindi. Ma Silvia, pur essendo abituata agli ostacoli, ne incontra uno che la mette in seria difficoltà: quello normativo e burocratico.

Senza rimorchio

Silvia continua a condurre l’auto, oltre al cavallo. “Dall’età di 18 anni ho guidato l’auto – racconta Silvia – e in seguito ho conseguito anche la patente C per condurre un camion per il trasporto di sei cavalli”. Può quindi vantare una certa esperienza anche nella guida e nel trasporto dei cavalli.

“Attualmente – prosegue – possiedo un rimorchio e un’automobile adatta al traino. Il problema è che io non la posso guidare se ci traino il rimorchio. Non posso quindi trasportare i cavalli che io stessa ho allevato quando ancora non ero disabile. Con la mia patente speciale posso trainare al massimo un rimorchio che non superi, a pieno carico, 750 chilogrammi: un cavallo ne pesa 600”.

Più indipendenza

Nel praticare questo sport, Silvia si sente già troppo dipendente da altri soprattutto quando si tratta di sellare il suo amato cavallo. “Mi trovo anche nella condizione di chiedere ad altri di guidare la mia auto, con il mio rimorchio e con il mio cavallo. Mi sentirei più sicura ed indipendente se potessi guidare io. Inoltre non ho persone a mia disposizione”.

Silvia solleva giustamente il paradosso: “È stata concessa la guida di veicoli in servizio pubblico, la conduzione di macchine agricole e operatrici, ci sono ampie aperture rispetto ai motoveicoli. Perché ancora non è consentito il conseguimento della patente E?”.

Le norme

“Il problema è quanto mai reale e noto”, conferma Antonio Ridolfi, membro del Comitato tecnico del Ministero dei Trasporti che si occupa di tali aspetti. “Personalmente ritengo che la preclusione al traino di un rimorchio che superi i 750 chilogrammi a pieno carico, da parte di una persona in possesso di patente con obbligo di adattamenti, sia priva di ogni fondamento pratico. Si dovrebbe spiegare quale sia la differenza di comportamento fra un disabile e un normodotato nel caso si stacchi accidentalmente il rimorchio”.

Questa limitazione, lo ricordiamo, impedisce anche di trainare roulotte e rimorchi per il trasporto di barche di un certo peso.

“Ci auguriamo – conclude Ridolfi – che queste istanze, di cui mi sono già fatto promotore assieme ad altri, siano ben presto recepite con norme specifiche, nel solco di altre disposizioni che consentono alle persone disabili di essere protagoniste della propria autonomia. Poiché riteniamo che questa sia una delle ultime “stupidaggini normative” create ad hoc per impedire o limitare la mobilità alle persone con disabilità (si diceva per la loro sicurezza, ma è in altre situazioni che bisogna limitare la cosiddetta incidentalità) speriamo che il Ministro dei Trasporti capisca”.