Mobilità Sommario numero 50 - 2007


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Il 112 mi aiuta?

di Maria Cristina Coccoluto

Trovarsi in una situazione di emergenza, in un qualsiasi Paese dell’Unione europea, chiamare il 112. È un problema? In alcuni Paesi, sì.

logo 112

Il 112 è il numero che permette a chiunque di chiamare i servizi di emergenza, a partire da un telefono fisso o mobile, da qualunque località dell’Unione Europea.

Quando si chiama il 112 risponde un operatore: a seconda dell’organismo nazionale della Protezione Civile, la chiamata è gestita direttamente oppure viene trasferita ad un servizio di emergenza (ambulanza, vigili del fuoco, polizia).

Gli Stati membri dell’UE devono garantire che ogni utente di telefonia fissa o mobile possa chiamare il 112 sul loro territorio.

I servizi di emergenza hanno bisogno di conoscere il luogo dal quale una persona sta chiamando, soprattutto se le chiamate vengono da telefoni cellulari in quanto è possibile che chi chiama – specialmente in una situazione di emergenza – non sappia esattamente dove si trova, oppure sia una persona sorda o muta o non in grado di comunicare verbalmente.

Direttive e sanzioni

Già dal marzo 2005 la Commissione Europea ha stabilito che, a partire da quel momento, ottenere le informazioni sul luogo della chiamata sarebbe stato considerato tecnicamente possibile.

Pertanto gli Stati membri e gli operatori della telecomunicazione dovevano adeguarsi immediatamente e questo in forza di una precedente specifica Direttiva comunitaria (2002/22/CE).

La maggioranza degli Stati membri ha provveduto. Per gli altri è intervenuta la Commissione. Nell’ambito di una nuova fase dei procedimenti d’infrazione nel settore della normativa comunitaria sulle telecomunicazioni, la Commissione Europea ha deciso di deferire alla Corte di giustizia europea cinque Stati membri: l’Italia, la Lituania, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Slovacchia per carenze inerenti al numero di emergenza europeo 112.

“Gli Stati membri sono tenuti ad assicurare che il numero di emergenza europeo 112 sia pienamente funzionale e disponibile. È deplorevole che diversi Paesi mettano attualmente a repentaglio i propri cittadini e i cittadini di altri Stati membri della UE che si recano sul loro territorio non garantendo ai servizi di emergenza la piena disponibilità delle informazioni sull’ubicazione del chiamante. Sollecito questi Stati membri a prendere provvedimenti immediati per garantire maggiore sicurezza ai cittadini della UE”, ha affermato il Commissario della UE per le telecomunicazioni, Viviane Reding.

Tecnicamente è dunque possibile e sostenibile, manca solo la volontà politica.