Mobilità Sommario numero 50 - 2007


Visita anche :

Il decalogo del turista

a cura di Roberto Vitali*

Sta per arrivare l’estate. Ecco alcuni suggerimenti, buoni anche d’inverno, per godersi al meglio il proprio ruolo di turista.

ragazza in carrozzina su una spiaggia

Il fatto di essere disabili non è un passaporto o un lasciapassare per poter commettere qualsiasi ingenuità, imprudenza o superficialità. Credere il contrario significa “cercarsi rogne” in un momento della nostra vita, la vacanza o il viaggio di piacere, in cui vorremmo rilassarci, stare tranquilli, divertirci.

Meglio prendere delle precauzioni e assumere un atteggiamento prudente per evitare sgradite sorprese. Diamoci allora delle regole: un decalogo per il turista con esigenze particolari.

Primo

Dotarsi di pazienza. Organizzare una vacanza non comporta solo lo stress di decidere dove andare, ma prevedere e verificare anche tutti i servizi accessori e supplementari che ognuno, a seconda dei propri bisogni, deve necessariamente trovare.

Questo significa che per la persona disabile predisporre una vacanza è una doppia fatica: superarla darà il doppio della soddisfazione!

Secondo

Scegliere una buona agenzia di viaggi. L’agenzia rappresenta il nostro “interprete tecnico”, in grado di spiegare il significato del gergo turistico e le modalità operative dietro le quali spesso si nascondono “trabocchetti” pericolosissimi. Per esempio, prenotando un biglietto aereo siamo classificati WCHC o WCHS, in base alle sigle internazionali. WCHC o WCHS? Ricordiamoci che la scelta finale e la relativa responsabilità è nostra, quindi è necessaria grande attenzione al momento di decidere.

Non stancatevi di chiedere, chiedere, chiedere…

Terzo

I consigli degli amici. Le persone con disabilità simili alle nostre sono quelle che spesso possono darci la “dritta” migliore… non riteniamole però responsabili nel caso tornassimo a casa insoddisfatti! Tenete infatti presente che il fatto di avere lo stesso tipo di disabilità non comporta (per fortuna) anche le stesse preferenze e gli stessi gusti.

Quarto

L’accessibilità di per sé non è un motivo di vacanza. Non facciamo l’errore di scegliere il viaggio in base a questo criterio. Soggiornare in un hotel solo perché è accessibile non è certo una grande soddisfazione se non ci viene offerta la possibilità di vivere un’esperienza interessante. Meglio, a questo punto, rimanere a casa.

Quinto

Assecondare i propri interessi. Città, musei, mare, montagna, raid in handybyke: scegliamo in base alle nostre preferenze, ma ricordiamoci che dovremo sempre essere pronti all’imprevisto e ad adattarci per superare qualche piccolo ostacolo.

Molto spesso è sufficiente chiedere: c’è chi si è fatto smontare porta e bidet del bagno per essere autonomo e godersi pienamente la vacanza. Questo non è solo indice di tenacità, ma il giusto atteggiamento di chi ha saputo presentare correttamente i propri bisogni trovando la risposta adeguata da parte dei gestori delle strutture ricettive.

Sesto

Essere flessibili e disponibili. Cercare una soluzione “onorevole” non significa avere un atteggiamento sottomesso e remissivo. Per evitare comunque spiacevoli inconvenienti è meglio, nel caso si abbiano necessità particolari, farle redigere sul contratto d’agenzia: in questo modo se abbiamo chiesto porte con una larghezza minima di 60 cm e le troviamo di 58 abbiamo in mano un documento che ci tutela. Nessun problema ad avanzare questo genere di richieste, se l’agenzia si rifiuta di metterle per iscritto rivela poca serietà, quindi la soluzione migliore sarà rivolgersi ad un’altra struttura.

Settimo

È buona norma prendere nota di tutto. Se ci troviamo a dover litigare perché non viene rispettato un nostro diritto o non ci viene fornito un servizio per il quale abbiamo pagato, annotiamo tutto: nomi, luoghi, orari, misure. Spesso le persone, quando si sentono chiedere nome, cognome e ruolo, cambiano tono e grado di disponibilità. In caso contrario, abbiamo in mano tutti gli strumenti necessari per far valere, successivamente, le nostre ragioni.

Ottavo

Ricordarsi di essere consumatori. Non dimentichiamoci che paghiamo per un servizio che ci deve essere corrisposto esattamente come l’abbiamo concordato. In caso contrario contrattiamo un eventuale sconto. Se l’hotel considera compresi nel prezzo anche la piscina e i campi da tennis, che non sono però da noi utilizzabili, chiediamo di scorporarci il prezzo dal costo pagato. Questo è senz’altro un giusto atteggiamento da parte del consumatore ed è educativo anche per l’albergatore. Ovviamente non pretendete sconti solo per il fatto di essere disabili.

Nono

Diventare scrittori. Impariamo a raccontare le nostre esperienze ad altri, anche utilizzando i forum e le liste di discussione che si trovano in internet oppure attraverso riviste come Mobilità. Le notizie gireranno più in fretta e avremo a disposizione maggiori informazioni per organizzare al meglio la nostra vacanza.

Non è necessario essere giornalisti o scrittori provetti: scrivete come vi viene. L’importante è che oltre alle sensazioni riportiate anche indicazioni corrette: prendete nota di indirizzi, numeri di telefono, annotatevi l’accessibilità, completa o condizionata. Sono queste le informazioni più preziose.

Decimo

Spesso incontriamo persone con disabilità che in vacanza sono troppo pazienti e sopportano anche l’insopportabile, oppure persone troppo “reattive” che esigono tutto e subito, secondo le loro pretese.

Quasi sempre il giusto atteggiamento sta nel mezzo: flessibilità e determinazione sono per tutti elementi indispensabili.

 

* Presidente di SiPuò – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile