

È poi così difficile rendere fruibile a tutti la spiaggia e gli impianti balneari? No, se si ha ben chiaro cosa fare.

Quattro verità apparentemente incontestabili e immutabili: ogni anno arriva l’estate; abbiamo circa ottomila chilometri di coste; contiamo migliaia di stabilimenti balneari molti dei quali ancora inaccessibili; dal 1989 ci sono norme che impongono l’accessibilità di questi ultimi.
Ma ci vuole poi molto per rendere gli impianti balneari alla portata di tutti? Ci vogliono molti investimenti per consentire anche ad una persona con qualche disabilità di raggiungere agevolmente la battigia?
Oltre alla buona volontà è necessario sapere bene cosa fare. Una riflessione operativa l’ha compiuta di recente l’associazione SiPuò – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile, proponendo un Manifesto per l’accessibilità di stabilimenti balneari e spiagge. Il documento è stato approvato anche dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.
Il Manifesto, breve e privo di inutili ridondanze, va direttamente al nocciolo del problema: partendo dall’analisi delle funzioni che si devono poter svolgere negli stabilimenti balneari e nelle spiagge (cambiarsi, lavarsi, raggiungere la battigia e il bar ecc.), si individuano i requisiti minimi indispensabili che questi devono poter garantire alle persone con disabilità per potersi considerare accessibili a clienti con disabilità motorie, sensoriali e cognitive.
SiPuò indica otto requisiti che, se soddisfatti tutti, rendono accessibile un impianto balneare e la spiaggia. Elenchiamoli, con la stessa precisione adottata da SiPuò:
Il servizio igienico, lo spogliatoio e la doccia possono essere ospitati anche in un unico locale a condizione che questo garantisca gli spazi sufficienti.
L’adeguatezza dei requisiti, che potrebbe apparire aleatoria, è definita con chiarezza dalla normativa tecnica vigente (Decreto Ministeriale del 14 giugno 1989, n. 236).
Come si può notare non viene richiesta la luna, ma interventi semplici e realizzabili nel corso dei molti lavori migliorativi che gli impianti subiscono nel tempo.
Oltre a questi interventi indispensabili per poter considerare una spiaggia o un impianto accessibili a tutti, ce ne sono degli altri che rendono la permanenza ancora più confortevole.
La presenza di parcheggio riservato (oltre che accessibile) in prossimità dell’accesso allo stabilimento o area balneare favorisce sicuramente le persone con difficoltà motorie o sensoriali.
La possibilità di scegliere una postazione sulla spiaggia che possa essere attrezzata e resa accessibile è un altro valore aggiunto di non poco conto, come lo è l’accesso a tutti i servizi presenti (area ricreativa, ristorazione, servizi ecc.)
Infine la presenza di ausili che consentano di entrare e uscire dall’acqua e la presenza, nell’area ricreativa, di giochi utilizzabili anche da bambini con disabilità, costituiscono elementi di qualità sostanziale e di immagine di maggiore livello.
L’investimento e l’impegno di risorse per rendere accessibile ed accogliente la spiaggia e l’impianto balneare sono vanificati se non è consolidata nel tempo una regolare manutenzione delle infrastrutture e dei singoli interventi. Alla voce manutenzione vanno anche ricondotti gli indispensabili interventi di pulizia ed igiene giornaliera dei servizi igienici.
La manutenzione è quindi la condizione fondamentale per mantenere un servizio di qualità. Si tratta di una regola che è ben nota ai gestori degli impianti di balneazione: un impianto fatiscente non attira clienti, di alcun tipo, non solo le persone anziane o con disabilità. Da un punto di vista di immagine è dannoso, agli occhi anche di chi non li usa direttamente, che giochi per bimbi, bagni accessibili, rampe siano mal tenuti o conservati.
L’offerta turistica è un sistema costituito di strutture e servizi. Il miglior impianto possibile, realizzato in un territorio mal servito, sgradevole, o gestito da personale impreparato, non ottiene i risultati di gradevolezza e di attrazione che ci si aspetterebbe. Anche per il turismo accessibile vale questa regola, poiché questo è parte dell’offerta turistica.
Gioca quindi un ruolo fondamentale il sistema di accoglienza: anche le persone con disabilità devono poter trovare un’adeguata struttura turistica, in un territorio accogliente e con personale preparato e aggiornato.
Va assicurata quindi la formazione permanente degli operatori in materia di accessibilità e accoglienza. Nella formazione degli operatori professionali (gestore, assistente bagnante, addetti alla ristorazione ecc.) devono essere promosse la conoscenza delle esigenze e della sensibilità delle persone con disabilità, tutte le disabilità.
Centrali sono poi l’informazione e la comunicazione: l’informazione sulle condizioni di accessibilità permette a chiunque la scelta e la fruizione dei servizi di spiaggia in funzione delle proprie aspettative ed esigenze.
L’informazione deve essere oggettiva, verificata e attendibile e non deve limitarsi ad una valutazione di generica accessibilità.
La comunicazione è uno strumento per far conoscere, incentivare scelte, creare atteggiamenti favorevoli. La comunicazione sull’accessibilità e la fruibilità delle spiagge e delle infrastrutture deve essere inserita negli ordinari strumenti di informazione.
L’informazione deve tener conto di tutte le esigenze, ivi comprese quelle finora meno considerate, quali le disabilità sensoriali, invisibili e intellettive.
Chi desidera approfondire l’argomento può scaricare il testo integrale del Manifesto per l’accessibilità dal sito www.laboratoriosipuo.net.
SiPuò – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile
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Sito web: www.laboratoriosipuo.net