

di Bruno Esposito
Avventure e disavventure del nostro webmaster in viaggio da Napoli a Roma servendosi solo dei mezzi di trasporto pubblici.

Stimolato dai racconti rassicuranti di un’amica disabile che viaggia di frequente ho deciso di provare anch’io, dopo decenni, a risalire su un treno. Ho pensato di cominciare con una tratta breve: Napoli - Roma.
Innanzitutto mi sono recato alla stazione Centrale di Napoli per chiedere il rilascio della Carta Blu. Si tratta di una “carta riservata ai titolari dell’indennità di accompagnamento che consente l’acquisto di un unico biglietto valido per sé e per il proprio accompagnatore”.
Finalmente ero pronto per prenotare la richiesta di assistenza (ovvero il carrello elevatore che mi avrebbe “sollevato” sul treno con la carrozzina). Una volta individuato il treno “attrezzato” dovevo semplicemente comunicare a Trenitalia l’orario di partenza.
Ingenuamente mi sono fidato di quanto riportato sul sito internet di Trenitalia (www.trenitalia.com) e cioè che sarebbe stato possibile richiedere il servizio di assistenza sia tramite telefono (al Numero Unico 199.303060) che tramite posta elettronica. Così quando mi sono recato alla stazione per partire ho scoperto che, non avendo ricevuto il mio messaggio email, non avevano registrato nessuna mia richiesta di assistenza.
Per fortuna, grazie anche alla celerità degli operatori, sono riuscito a partire lo stesso. Il viaggio è andato bene, il treno ad alta velocità è confortevole e, appunto, veloce e in appena 1 ora e 25 minuti ero già alla stazione Termini di Roma. Ma qui è accaduto un altro piccolo inconveniente: gli operatori che avrebbero dovuto permettermi di scendere dal treno non si sono presentati, così il treno, che avrebbe dovuto proseguire per Milano, ha dovuto ritardare la partenza di circa mezz’ora in attesa che arrivasse il “mio” elevatore.
A margine voglio segnalare anche alcuni disservizi rilevati nel sito internet di Trenitalia.
Se si acquista un biglietto specificando che si è possessori della Carta Blu, non è prevista l’opzione “unico biglietto per sé e per l’accompagnatore”. Per questo motivo al ritorno sono stato costretto ad acquistare il biglietto in stazione altrimenti avrei pagato di più (come ho fatto erroneamente all’andata).
Ancora più importante è il fatto che il motore di ricerca (www.ferroviedellostato.it) è scomodissimo perché non indica chiaramente se il treno è accessibile o no. Al telefono mi hanno detto che bisogna cliccare sui “dettagli” di ogni treno, ma qualcuno ci ha mai provato? Credo si sia fatta troppa confusione sulla presunta accessibilità di 260 treni (vedi la pagina “Per chi viaggia su sedia a rotelle” all’interno della sezione servizi per i disabili): è necessario un chiarimento!
Anche il Centro per l’Autonomia Umbro (in coda al messaggio in cui mi rassicura sulla disponibilità del servizio di assistenza alla stazione di Spoleto) mi liquida con questa frase inquietante: “Le ricordiamo, tuttavia, di controllare il tipo di treno che vorrà prendere, poiché non in tutti, purtroppo, è possibile far entrare la carrozzina elettrica”.
Attualmente molti autobus dell’ATAC (l’azienda pubblica romana, www.atac.roma.it) dispongono di una pedana estraibile. Purtroppo però salire sulla vettura spesso è impossibile se si verifica uno dei seguenti casi: il bus non può accostarsi al marciapiede a causa delle auto in sosta; il bus può accostarsi al marciapiede ma il marciapiede non è accessibile perché sprovvisto di rampa; il bus non dispone della pedana estraibile; la pedana (estraibile elettricamente) è guasta.
Inoltre può accadere che il passeggero in carrozzina, in attesa del bus, abbia difficoltà a comunicare all’autista la sua intenzione di voler salire a bordo e che quindi non venga azionata la fuoriuscita della pedana (ad esempio quando la fermata è molto affollata o quando il bus si ferma troppo distante).
Infine, può accadere che una volta saliti a bordo si sia costretti a scendere ad una fermata diversa da quella prescelta: quando il bus non può accostarsi al marciapiede; quando il marciapiede è sprovvisto di rampa oppure è troppo stretto (se si tratta di un “serpentone”).
L’unica linea urbana che garantisce “vetture attrezzate per il trasporto dei disabili motori” è la 590. Vengono utilizzate vetture di media lunghezza, di poco più basse delle vetture “standard”, che all’interno hanno posto per due carrozzine.
La linea 590 percorre in superficie parte del tragitto della linea A della metropolitana (che è ancora in gran parte inaccessibile). Ma c’è da dire che la frequenza di questi bus è piuttosto bassa (è prevista solo una corsa ogni ora e mezza!) e che vengono effettuate solo le fermate in prossimità di quelle della metropolitana (a volte distanti diversi chilometri).
Della 590 ho un pessimo ricordo. Ci trovavamo in un’affollatissima fermata nei pressi di Piazza Barberini attendendo il bus da circa un’ora. Quando lo vedemmo arrivare, con nostro stupore, questo aprì le porte a circa 15 metri dalla palina perchè nel frattempo un altro bus lo aveva anticipato. Nonostante i disperati cenni e le urla né io né l’accompagnatore riuscimmo a farci notare dall’autista che chiuse le porte e ripartì sparato. Fummo così costretti ad attendere per un’altra ora e mezza il (maledetto) 590.
Della metropolitana di Roma (www.metroroma.it) ho potuto visitare solo una delle stazioni della linea A ristrutturate: la “Cipro - Musei Vaticani”. Nonostante non ci fossero dislivelli, non mi è stato possibile entrare nel treno con la carrozzina elettrica perché tra il vagone e la banchina era presente uno spazio di 20-25 centimetri. Gli operatori della Metro mi hanno riferito che non è disponibile nessuna rampa per salire a bordo dei vagoni.
Trambus
Il servizio Trambus è l’unico servizio di taxi “accessibile” disponibile a Roma. Si tratta di un servizio a chiamata con prenotazione che per un disabile non residente ha un costo fisso di 23 euro (all’interno del perimetro del Grande Raccordo Anulare).
Può capitare, come nel mio caso, che la prenotazione effettuata con cinque giorni di anticipo venga confermata dal personale Trambus solo la sera prima ad un’ora molto tarda (alle 21). Diventa così impossibile pianificare un itinerario a Roma visto che non esistono altri servizi simili a cui ricorrere nel caso non si ottenga la conferma della disponibilità. Il servizio purtroppo è attivo solo nei giorni feriali e di sabato mattina.
Nei due giorni e mezzo del mio soggiorno romano non ho visto altre carrozzine elettriche in giro, eppure ho girato in lungo e in largo l’intero affollatissimo centro. Ovunque avevo sempre la sensazione che fossi il primo disabile su carrozzina elettrica che stesse provando a salire sui mezzi pubblici.
Sentivo risposte poco rassicuranti da parte degli autisti dei bus e dal personale della metropolitana: “Mo’ ce provamo”, oppure “Mi sa che s’inceppa”, o la più classica “Proviamo ad alzarla noi” (tanto cara agli operatori della mia città).