Mobilità Sommario numero 54 - 2007


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Progettare

L’architetto risponde

a cura di Isabella Steffan*

Marito e moglie, lui affetto da sindrome di Parkinson, chiedono consiglio per riprogettare una casa da demolire in seguito ai danni causati da un sisma.

Stato di fatto
Stato di fatto
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Il caso prevede la riprogettazione di una casa che sarà demolita e ricostruita per i gravi danni causati dal terremoto del 31 ottobre 2002 a San Giuliano di Puglia (CB) e abitata da marito e moglie. I proprietari chiedono alcuni consigli, poiché il signore, 60enne, è malato di Parkinson e potrebbe aver bisogno, in futuro, di usare una sedia a rotelle.

L’appartamento è al piano terra di una villetta con un seminterrato, piano terra, primo piano e piano sottotetto. Dai disegni inviatici dal nostro Lettore si evince che almeno una scala di accesso è comune a due appartamenti e sembrerebbe comune anche la soffitta: in questo caso segnaliamo alcune prescrizioni normative che influiscono sul progetto edilizio della palazzina.

L’ascensore

La norma nazionale di riferimento per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Legge n. 13 del 1989) e il suo decreto di attuazione (DM 236/89) prevedono, nei casi di ristrutturazione completa di edifici con più di tre livelli, l’installazione di un ascensore per ogni scala, di dimensioni 130x95 cm, con porta a scorrimento laterale di luce netta 85 cm. Il DM 236/89 all’art. 3.2 specifica: “L’ascensore va comunque installato in tutti i casi in cui l’accesso alla più alta unità immobiliare (come definita nel DM 236/89) è posto oltre il terzo livello, ivi compresi eventuali livelli interrati e/o porticati”. L’obbligo non sussiste nel caso di edifici plurifamiliari privi di parti comuni.

In questo caso quindi sembrerebbe che questo obbligo debba essere ottemperato e la proposta qui illustrata relativamente al solo appartamento del nostro Lettore segue questa interpretazione: prevede, oltre alla rampa, anche l’inserimento di un ascensore che consenta l’accesso alla soffitta comune.

Porte e finestre

Soluzione proposta
Soluzione proposta
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Le norme offrono delle indicazioni preziose anche per altri dettagli progettuali. All’art. 8.1.1 del DM 236/89 troviamo indicazioni per le porte: “La luce netta della porta di accesso di ogni edificio e di ogni unità immobiliare deve essere di almeno 80 cm. La luce netta delle altre porte deve essere di almeno 75 cm”. Gli spazi antistanti e retrostanti la porta devono essere dimensionati nel rispetto dei minimi previsti negli schemi grafici riportati nel decreto.

L’art 8.1.3 presenta gli standard per gli infissi esterni: “L’altezza delle maniglie o dispositivo di comando deve essere compresa tra cm 100 e 130; consigliata 115 cm. Per consentire alla persona seduta la visuale anche all’esterno, devono essere preferite soluzioni per le quali la parte opaca del parapetto, se presente, non superi i 60 cm di altezza dal calpestio, con l’avvertenza, però, per ragioni di sicurezza, che l’intero parapetto sia complessivamente alto almeno 100 cm e inattraversabile da una sfera di 10 cm di diametro. Nelle finestre lo spigolo vivo della traversa inferiore dell’anta apribile deve essere opportunamente sagomato o protetto per non causare infortuni. Le ante mobili degli infissi esterni devono poter essere usate esercitando una pressione non superiore a kg 8”.

Spazi e soluzioni

Per permettere il cambiamento di direzione, balconi e terrazze (e corridoi) dovranno avere almeno uno spazio entro il quale sia inscrivibile una circonferenza di diametro 140 cm (art. 8.1.8).

Ricordiamo che le più comuni e diffuse barriere architettoniche che dovranno essere accuratamente evitate sono: ascensori troppo piccoli; presenza di gradini e scale; soglie superiori a 2,5 cm; rampe con pendenza eccessiva; porte e passaggi troppo stretti; ambienti con superficie insufficiente alla manovra di sedie a rotelle (bagni, cucine, disimpegni); altezza eccessiva di telefoni, cassetta delle lettere ecc.

Il professionista che seguirà il progetto edilizio potrà trovare nel DM 236/89 tutte le indicazioni, sia prestazionali che di misure, per corridoi, spazi di manovra, ambienti, terminali degli impianti. Queste norme nazionali vanno integrate con le prescrizioni eventualmente più restrittive regionali (in questo caso della Regione Molise) e del regolamento edilizio del Comune.

L’impianto elettrico può inoltre consentire l’inserimento di automazioni minime come pulsanti per l’apertura delle tapparelle o delle persiane, videocitofono, pulsanti di comando dell’impianto elettrico ad altezza non superiore a 140 cm per consentire un più facile uso da parte di una persona in carrozzina.

La progettazione di almeno un bagno deve consentire di fruire dei sanitari il più possibile in modo autonomo e anche con la presenza di una seconda persona.

Arredi e accessori

Prospetto con inserimento ascensore
Prospetto con inserimento ascensore
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Un’attenzione particolare va posta agli arredi e agli accessori. Ad esempio sono sconsigliati zerbini, poiché le ruote delle carrozzine s’inceppano, e i tappeti vanno eliminati o dotati di strisce antiscivolo.

Sarebbe bene applicare alle porte maniglie a leva, curvate ed arrotondate, evidenziare e proteggere gli spigoli con appositi paraspigoli, predisporre le fonti di luce in modo che l’illuminazione risulti uniforme, senza zone più o meno illuminate.

In cucina gli apparecchi, e quindi i relativi punti di erogazione, devono essere preferibilmente disposti sulla stessa parete o su pareti contigue. Al di sotto dei principali apparecchi e del piano di lavoro va previsto un vano vuoto per consentire un agevole accostamento anche da parte della persona su sedia a ruote. Per garantire la manovra e l’uso agevole del lavello e dell’apparecchio di cottura, questi devono essere realizzati con sottostante spazio libero per un’altezza minima di cm 70 dal calpestio.

Sono da evitare soluzioni di arredo troppo rigide, quali la panca: il disegno illustra una disposizione del tavolo alternativa. Il tavolo da pranzo è disegnato sia ripiegato contro la parete sia nella posizione d’uso al centro del soggiorno-pranzo.

Segnaliamo, per la specificità della patologia, lo Sportello Parkinson di Parma (www.parkinsonitalia.it) e il Centro Medico Sociale “Don Carlo Gnocchi” di Parma (tel. 0521.231318). Entrambi forniscono consigli sull’utilizzo degli ausili più idonei alla vita quotidiana e su come risolvere i problemi derivanti dalle barriere architettoniche nelle proprie abitazioni, quali ad esempio la progettazione di un bagno personalizzato.

Le vostre richieste

Vuoi migliorare la tua abitazione? Devi ristrutturare un bagno, un locale della tua abitazione, o ripensarla in funzione delle tue capacità residue?

Invia la tua richiesta con tutta la documentazione e le informazioni utili per risponderti sulle nostre colonne: una pianta del locale (o dell’appartamento) in scala 1:50 con tutte le misure e le informazioni utili (pavimenti, serramenti, arredi da mantenere), il tipo di problema da risolvere, le esigenze specifiche (tipo di disabilità e di capacità residue). Nel caso utilizzi una carrozzina è fondamentale per noi conoscere dimensioni e tipologia della stessa, nonché l’altezza dei braccioli. Aggiungi anche un riferimento (telefono o email) presso cui contattarti per chiederti, se necessario, ulteriori chiarimenti.

Sulle richieste pervenute, selezionando quelle più interessanti, realizzeremo degli articoli con delle proposte concrete di ristrutturazione che potranno risultare utili anche ad altri Lettori.

La documentazione può essere inviata via posta a Redazione di Mobilità – Casella Postale 264 – 31100 Treviso oppure, se disponibile in formato digitale, via email all’indirizzo redazione@mobilita.com.

* Architetto