Mobilità Sommario numero 57 - 2008


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L’architetto risponde

a cura di Isabella Steffan*

Una giovane coppia, una sedia a rotelle ed un vecchio appartamento già ristrutturato pochi anni fa e quindi, in teoria, facilmente adattabile.

Stato di fatto
Stato di fatto
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Il caso prevede l’arredamento di un appartamento in una città d’arte toscana, per una giovane coppia, con uno dei coniugi su sedia a rotelle. La richiesta è quella di avere gli stessi comfort di qualsiasi abitazione, nonostante i vincoli della struttura edilizia, tipica di un edificio con murature portanti e spazi ridotti, e di avere una zona bagno più agevole.

Gli interventi

Nell’ingresso/tinello sono previsti alcuni elementi appendiabiti a muro e un mobiletto di servizio per riporre le stoviglie necessarie al pranzo. Vista la lontananza della cucina dalla zona soggiorno-pranzo, tale mobiletto potrebbe anche essere dotato di un tavolo estraibile.

Il soggiorno ha un’impostazione tradizionale, con divano a due posti, una poltrona con poggiapiedi, un mobile libreria in cui troverà posto anche la televisione e l’impianto stereo. La zona pranzo prevede un tavolo rettangolare a quattro posti, allungabile.

La cucina avrà la colonna frigo-forno posizionata sul lato destro (entrando). A fianco alla colonna si potrebbe prevedere un piano d’appoggio ribaltabile a parete, da utilizzare all’occorrenza. La zona di lavoro sarà con top in laminato, senza mobiletti sottostanti, per potersi accostare al piano di lavoro anche con la sedia a rotelle.

Il bagno

Nella camera da letto si raccomanda la sostituzione della cerniera della porta per permettere un’apertura più ampia. Verrà mantenuta la posizione della lavatrice nella nicchia, dove in origine era stato realizzato un bagno essenziale. Per questo è però necessario demolire parzialmente la muratura portante e inserire una trave: un intervento costoso la cui fattibilità va verificata.

Anche per il bagno sono necessarie delle opere di demolizione e ricostruzione, di una certa importanza economica, per ricavare uno spazio maggiore che consenta di mantenere tutti i sanitari con i necessari spazi di manovra.

Bisognerà allungare il bagno, inserire una porta scorrevole nel nuovo tavolato, sostituire le porte dell’antibagno esistenti, con apertura a soffietto, con altre con apertura a battente. Si raccomanda di fare attenzione al senso di apertura delle porte stesse, come rappresentato nel disegno.

Progetto proposto
Progetto proposto
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Si dovranno reinstallare in una nuova posizione tutti i sanitari e rinnovare tubazioni e piastrelle. In questo modo si potrà ottenere un comodo piatto doccia a pavimento, un lavabo da semi incasso con mobiletto sostenuto da muratura e l’accostamento laterale a vaso e bidet. Nel muretto di sostegno del mobiletto lavabo si potrà collocare un maniglione utile al trasferimento da carrozzina a vaso.

Sarà da valutare la possibilità di inserire un muretto dietro il vaso, per rettificare la sua posizione e ottenere un maggior comfort nella manovra di trasferimento. Anche in questo caso si ricorda di controllare la fattibilità delle opere, verificando le caratteristiche della soletta e la possibilità di inserire un piatto doccia a pavimento con sifone di scarico adeguato.

L’adattabilità? Solo teoria

Stato originale precedente  alla prima ristrutturazione
Stato originale precedente
alla prima ristrutturazione
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È interessante notare come l’appartamento fosse stato ristrutturato negli anni novanta, e quindi fosse già nel regime normativo in cui viene richiesta l’adattabilità.

Il Decreto Ministeriale n. 236 del 1989 recita infatti all’art. 1, comma I: “Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale”.

In questo caso quindi non avremmo dovuto avere la necessità di demolire tavolati e sostituire porte per garantire gli adeguati spazi di manovra della carrozzina, con costi che non saranno sicuramente “limitati”.

Se ne deduce, e non solo dal caso in oggetto ma anche dai numerosi esempi visti nelle varie Commissioni edilizie, che la cosiddetta adattabilità è teorica, non realmente realizzabile all’occorrenza, meno ancora con costi limitati.

Per garantire un livello di accessibilità accettabile, compatibile con le effettive esigenze delle persone con problemi di mobilità, varrebbe la pena chiedersi se non sia il caso di sollecitare una verifica delle norme edilizie e urbanistiche nazionali, inserendo degli incentivi, così come avviene per le norme sul risparmio energetico nell’edilizia, a tutela di una maggiore accessibilità e qualità dell’ambiente e dell’abitare.

Le vostre richieste

Vuoi migliorare la tua abitazione? Devi ristrutturare un bagno, un locale della tua abitazione, o ripensarla in funzione delle tue capacità residue?

Invia la tua richiesta con tutta la documentazione e le informazioni utili per risponderti sulle nostre colonne: una pianta del locale (o dell’appartamento) in scala 1:50 con tutte le misure e le informazioni utili (pavimenti, serramenti, arredi da mantenere), il tipo di problema da risolvere, le esigenze specifiche (tipo di disabilità e di capacità residue). Nel caso utilizzi una carrozzina è fondamentale per noi conoscere dimensioni e tipologia della stessa, nonché l’altezza dei braccioli. Aggiungi anche un riferimento (telefono o email) presso cui contattarti per chiederti, se necessario, ulteriori chiarimenti.

Sulle richieste pervenute, selezionando quelle più interessanti, realizzeremo degli articoli con delle proposte concrete di ristrutturazione che potranno risultare utili anche ad altri Lettori.

La documentazione può essere inviata via posta a Redazione di Mobilità – Casella Postale 264 – 31100 Treviso oppure, se disponibile in formato digitale, via email all’indirizzo redazione@mobilita.com.

 

* Architetto