

di Francesco Smerghetto
Oltre alla patente, serve un motociclo adeguato alle menomazioni del guidatore. Ecco alcuni adattamenti alla guida approvati in Italia.

La guida di una comune motocicletta richiede un approccio molto fisico: in sella si guida anche con il corpo e servendosi – spesso quasi simultaneamente – di tutti e quattro gli arti.
Con la mano destra si comandano acceleratore e freno anteriore, con la mano sinistra la frizione. Sui due lati del manubrio trovano spazio vari comandi elettrici tra cui quelli per l’accensione e lo spegnimento del motore e quelli per azionare i dispositivi di illuminazione, il clacson, gli indicatori di direzione. Entrambi gli arti superiori devono poi garantire una presa sicura sul manubrio e la direzionalità dello sterzo.
Con il piede destro si agisce sul pedale del freno posteriore, con il piede sinistro si azionano la leva del cambio ed il cavalletto laterale. Gli arti inferiori devono offrire un appoggio sicuro quando si è fermi e garantire l’equilibrio nelle manovre a bassa velocità.
È evidente che quando non si ha la piena funzionalità anche solo di uno dei quattro arti, diventa difficoltoso condurre un motociclo in sicurezza.
Nel 2003 venne abrogato quel passaggio del Regolamento del Codice della Strada che precludeva ai minorati degli arti la possibilità di ottenere la patente di categoria A per la guida di motocicli a due ruote. Negli anni successivi si è delineato l’iter per conseguirla e si sono stabiliti i requisiti essenziali per poter condurre un motociclo. Tra questi, l’adeguatezza del mezzo alle caratteristiche del conducente, cioè l’adattamento della moto con sistemi che permettano di compensare la menomazione, oppure, in casi particolari, l’obbligo dell’uso di protesi adeguate. Soffermandoci sugli adattamenti, si tratta di soluzioni

Questi dispositivi, ovviamente, devono essere approvati dal Ministero dei Trasporti per l’uso su strada. Condizione che, in un primo tempo, ha scoraggiato gli aspiranti motociclisti con disabilità, dato che di adattamenti alla guida certamente se ne trovavano (ed anche di ottima fattura) ma, essendo realizzati artigianalmente caso per caso, non potevano essere usati per conseguire la patente di guida e per condurre una moto “legalmente”.
Ma, come sappiamo, il mercato si adegua abbastanza velocemente e riesce a colmare le lacune nell’offerta in men che non si dica. Ecco quindi che oggi, anche in Italia. è possibile acquistare ed installare sulla propria moto gli adattamenti alla guida più adatti al proprio handicap, già testati ed approvati, come quelli proposti da due aziende italiane – Handytech e Disabike – che presentiamo in questo numero.
Freno con pompa radiale Per permettere l’uso del freno posteriore anche a chi non è in grado di azionare il pedale sul lato destro della moto, Handytech propone un freno con pompa radiale azionabile con il dito indice oppure con il pollice tramite un leveraggio posizionato a sinistra sul manubrio. Come per un normalissimo freno, la frenata può essere modulata mediante una trazione più o meno intensa del leveraggio.
Se invece è l’uso del comando originale del cambio (pedale sul lato sinistro della moto) a risultare difficoltoso o impossibile, è disponibile un dispositivo che permette di servoassistere il sistema di cambiata con due diverse modalità d’impiego selezionabili tramite un interruttore.
La modalità “On” è quella che richiede un maggior intervento da parte del guidatore, che per cambiare marcia deve premere la frizione ed azionare due pulsanti, di colore verde e rosso, rispettivamente per inserire la marcia successiva oppure per scalare.
Con la modalità “Auto”, invece, per inserire una marcia superiore sarà sufficiente premere la leva della frizione mentre per scalare marcia si potrà premere la leva del freno e contemporaneamente quella della frizione oppure premere il pulsante di colore rosso e la leva della frizione.
Quando è l’arto superiore sinistro a non garantire la funzionalità adatta all’azionamento del comando della frizione (leva posta sul manubrio a sinistra), la moto può essere dotata di un sistema che servoassiste il comando originale con un leveraggio posto sul lato destro del manubrio.
Handytech – Carrozzeria 71 Srl – Strada Patro, 3 – 14036 Moncalvo (AT). Tel. 0141.917665, email: info@handytech.it, sito web: www.handytech.it.

Il problema dell’ancoraggio di un arto offeso al manubrio viene risolto da Disabike con il sistema di attacco rapido EasyHand. Il braccio viene vincolato al manubrio con una fascia a guanto che si sgancia in caso di caduta ed è tarabile in funzione del peso del veicolo e del pilota.
EasyChange è il dispositivo pensato per operare sulla frizione. È il guidatore a decidere quando e come azionarla: la centralina elettronica interviene azionando automaticamente la frizione, per evitare che il motore si possa spegnere, solo in caso di frenata e con velocità inferiore ai 20 km/h. La centralina può essere configurata in alcuni parametri e così il guidatore può scegliere se privilegiare, ad esempio, uno stile di guida cittadino oppure corsaiolo.
Qualora sia richiesta l’inversione del comando del gas per i minorati all’arto superiore destro, il kit da installare è quello denominato DubloGas.
DubloBrake è invece il sistema che permette di rinviare il comando del freno in una posizione diversa dall’originale, sia a pedale che sul manubrio.
Se però è il comando del cambio a dover essere rinviato in un’ altra posizione (in genere viene portato a destra) l’adattamento da montare è ReverChange.
Disabike propone anche il kit SchoolBike studiato appositamente per le scuole guida. Grazie ai bracci laterali che si alzano e si abbassano in funzione della velocità del veicolo (ma che possono anche essere comandati a distanza dell’istruttore), evita accidentali cadute laterali in particolare ai guidatori, disabili e non, senza alcuna esperienza.
Disabike – Consorzio Tecnova Arl – Via San Gordiano‚ 5 – 00053 Civitavecchia (RM). Tel. 0766.390595, email: info@disabike.it, sito web: www.disabike.it.