

a cura di Stefano Borgato e Giuliano Giovinazzo
Entra pienamente in vigore il nuovo Regolamento europeo sui Diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei. Ora l’assistenza ai viaggiatori disabili deve essere garantita, senza eccezioni né dilazioni.
Il 26 luglio 2008 è finalmente entrato in vigore in ogni sua parte il Regolamento europeo sui Diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire alle persone con disabilità di viaggiare in aereo senza ostacoli.

Il Regolamento CE 1107/06 sui Diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei, approvato dal Parlamento Europeo nel 2006, copre sostanzialmente tre aree, riguardanti: il pari trattamento per le persone con ridotta mobilità; la formazione e l’informazione; il miglioramento della qualità dei servizi.
Gli articoli appartenenti al primo gruppo – tra i quali vanno segnalati in particolare il 3° sul Divieto di rifiutare il trasporto, il 4° su Deroghe, condizioni speciali e informazioni, il 14° sull’Organismo di applicazione e suoi compiti e il 16° sulle Sanzioni – sono entrati in vigore il 26 luglio 2007; la parte rimanente, invece, è appunto quella entrata in vigore il 26 luglio 2008.
“Se si considerano le persone con disabilità e quelle anziane – dichiarò al momento dell’approvazione il vicepresidente della Commissione Europea Jacques Barrot – circa il 10% della popolazione europea ha problematiche di mobilità ridotta e non è in grado di percorrere lunghe distanze, come spesso viene richiesto negli aeroporti continentali. La maggior parte delle compagnie aeree e degli aeroporti fanno già sforzi sinceri per offrire l’assistenza necessaria e tuttavia non tutti provvedono ad un’assistenza completa e garantita”.
Queste criticità, dunque, sono state comprese nel Regolamento CE 1107/06, in cui è previsto che le persone con ridotta mobilità possano viaggiare in aereo senza ostacoli.
In particolare si è voluto far sì che nell’ambito dei voli comunitari, le compagnie e i tour operator non possano più rifiutare di imbarcare o di effettuare prenotazioni sulla base della ridotta mobilità, salvo misure di sicurezza debitamente giustificate.
Dal 26 luglio 2008, quindi, gli aeroporti devono provvedere ad uno specifico pacchetto di servizi gratuiti per le persone con ridotta mobilità, tra i quali, ad esempio, il trasporto della carrozzina o del cane guida per i non vedenti.
Ogni Paese dell’Unione Europea dovrebbe già avere istituito uno specifico organismo di supporto – o indicato uno già esistente – responsabile per l’applicazione della Direttiva sul proprio territorio. Per l’Italia l’organo responsabile designato dal Governo è l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che sin dal luglio del 2007 raccoglie ogni segnalazione di disguidi o disservizi, anche tramite un indirizzo di posta elettronica dedicato (diritti.passeggeri.disabili@enac.rupa.it).
Il nuovo Regolamento è stato illustrato da Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea ai Trasporti, durante la presentazione ufficiale per l’Italia che è avvenuta il 17 luglio scorso all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.
All’evento hanno partecipato Altero Matteoli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Fabrizio Palenzona, presidente di ADR (Aeroporti di Roma), Silvano Manera, presidente dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), oltre ad altre autorità e testimonial d’eccezione ed alle numerose associazioni di persone con disabilità.
“Questa iniziativa – ha dichiarato Tajani – serve a far conoscere ai 127 milioni di persone europee con ridotta mobilità quali saranno i loro diritti alla fine di questo mese, quando entreranno in un aeroporto, quando saliranno su un aereo. E questi diritti non interesseranno solo loro, ma anche tutti coloro che con voli provenienti da fuori dei confini dell’Unione Europea atterreranno in uno dei cinquecento aeroporti del continente”.

Successivamente il Ministro Altero Matteoli ha ricordato le sanzioni previste dal nuovo Regolamento che vanno dai 20.000 ai 100.000 euro – da applicare al vettore – in caso di negato imbarco; dai 10.000 ai 50.000 euro, in caso di mancata offerta di rimborso o di un volo alternativo, qualora non sia possibile l’imbarco per motivi di sicurezza; dai 5.000 ai 25.000 euro se il vettore viene meno all’obbligo di informazione; infine, al gestore aeroportuale o al vettore che non offriranno l’assistenza prevista dal Regolamento, sarà applicata una sanzione da 10.000 a 50.000 euro.
“Chiaramente applicare delle sanzioni può anche essere un deterrente insufficiente – ha dichiarato Matteoli – ma credo che qui ci voglia da parte di tutti un grande sforzo culturale prima di ogni altra cosa, per far sì che questo Regolamento dell’Unione Europea possa e debba essere applicato in toto. Tutti coloro i quali saranno preposti ai controlli lo faranno con molta severità, perché anche di questo c’è bisogno, ma sono altrettanto convinto che coloro che devono applicarlo faranno di tutto affinché questo avvenga”.
Dal canto suo, Fabrizio Palenzona, presidente di ADR (Aeroporti di Roma), ha sottolineato la grande voglia di collaborare e “di pagare anche le sanzioni, se qualche volta non saremo in grado di fare il nostro dovere. A tutti però dico: dateci una mano, perché noi vogliamo fare il meglio, sappiamo di avere un’infrastruttura che ha ormai una certa età e che quindi non è nata con la sensibilità dovuta, che a quel tempo non c’era. Siamo dunque impegnati a fare il meglio per gli Aeroporti di Roma, per la città di Roma e per la nostra Nazione, ma all’Europa, al Governo, all’ENAC e agli Enti Locali chiediamo collaborazione perché vogliamo presentare a breve un grande progetto che sia all’altezza delle esigenze dell’Europa e del nostro Paese che lo merita”.
Particolarmente stimolante l’intervento della deputata Ileana Argentin, persona con disabilità, che con molta chiarezza ha voluto subito ricordare ai presenti “di non essere mai riuscita a viaggiare”.
“Chiunque in Italia abbia la distrofia muscolare o la sclerosi laterale amiotrofica – ha continuato Argentin – cioè patologie che impongono l’uso di carrozzine elettroniche o di ausili respiratori, non riesce a viaggiare se non tramite la Croce Rossa e acquistando tre posti. Sono anni che manifesto il desiderio di poter viaggiare in aereo, ma credo sia l’unica cosa che mi è sempre stata impedita. Per quale motivo, poi, vengono sempre addotti dei motivi di sicurezza? Noi siamo pronti, anche con tecnici delle associazioni e altri specialisti, a metterci a disposizione per darvi tutto questo patrimonio e consentirci finalmente questa piccola grande cosa che è viaggiare anche in aereo sulla propria carrozzina, come succede in treno o in nave”.
“Possibile – ha concluso Argentin – che sia riuscita a diventare deputato, ma che non riesca ad andare a Parigi con la mia carrozzina?”.
“Non stiamo facendo nulla di eclatante – ha dichiarato poi Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico – se non rispettare il diritto di 127 milioni di persone con disabilità europee e anche quello di tutti coloro che nell’arco di una vita potrebbero trovarsi per un motivo o per un altro in una situazione anche di temporanea mobilità ridotta. Stiamo quindi pensando ad una comunità globale, all’interno della quale ci sono differenti problemi e differenti ostacoli da affrontare”.
Secondo Pancalli, “i primi severi controllori di questo Regolamento saremo proprio noi, che siamo i fruitori del servizio, anche perché, purtroppo, per molti anni siamo stati abituati all’annuncio di grandi risultati che poi, ahimè, è velocemente tramontato. Credo dunque che questo possa rappresentare un segno di speranza, la speranza che finalmente si sia intrapresa la giusta strada, che si possa passare da una stagione di non rispetto dei cittadini con disabilità ad una stagione di rispetto non soltanto dei diritti, ma soprattutto del riconoscimento di uguali opportunità, perché il diritto a muoversi liberamente significa riconoscere pari opportunità a chi deve fare della propria mobilità uno strumento di riscatto nei confronti di una società che troppo spesso si dice civile ma che civile non è”.
Silvano Manera, direttore generale dell’ENAC, ha rivendicato il proprio orgoglio nel rappresentare l’organismo responsabile per il nostro Paese dell’applicazione del Regolamento.
“Sicuramente – ha sottolineato – utilizzeremo lo strumento della sanzione come elemento correttivo, ma nell’emettere una circolare una decina di giorni fa per spiegare come intendiamo debba essere applicato il Regolamento, su quaranta pagine ne abbiamo dedicate ben ventidue a due specifici aspetti: da una parte gli standard di qualità dei servizi che devono essere offerti al cittadino a ridotta mobilità, dall’altra le iniziative dedicate alla formazione. In altre parole, bisogna puntare sulla capacità da parte di tutti di comprendere la diversità come parte della nostra vita sociale e in primo luogo da parte degli addetti aeroportuali e di tutto il settore del trasporto aereo. La qualità, naturalmente, andrà associata alla capacità di rispondere in maniera flessibile alle esigenze delle persone e in questo senso ci riconosciamo in pieno, avendo preso impegni in più occasioni rispetto al miglioramento dei servizi e dei diritti dei passeggeri, tra i quali a pieno titolo vi sono quelli con disabilità”.
“Voglio ringraziare anche le associazioni – ha concluso il comandante Manera – che ci hanno aiutato a compilare la già citata circolare, oltre a fornire il loro contributo anche in altri campi, come quello delle licenze di pilotaggio per le persone a ridotta mobilità. Sanzioni e migliori comportamenti da tutti: questi in sostanza i settori sui quali punteremo per far sì che il trasporto aereo passi dagli attuali 700 milioni di fruitori a 827 milioni!”.
La giornata è stata conclusa da Pietro Barbieri, presidente della FISH, che ha subito rivendicato il ruolo centrale “da noi assunto, nella produzione di questo regolamento, tramite l’European Disability Forum (EDF), un’iniziativa che deriva direttamente dalla denuncia di una persona con disabilità nei confronti di una compagnia low cost, quando quest’ultima aveva imposto il costo della assistenza a quella persona con disabilità. Un successivo ricorso alla Corte Europea ha portato alla condanna di quella compagnia e successivamente la Commissione e il Parlamento Europeo hanno elaborato insieme all’EDF questa nuova normativa”.
“In Italia – ha proseguito Barbieri – c’è stato un importante impegno da parte del Ministero e dell’ENAC, muovendosi per tempo, all’insegna di una collaborazione positiva, con la circolare che è stata sostanzialmente prodotta insieme alle associazioni le quali hanno potuto comunicare la propria esperienza. Rispetto all’applicazione del Regolamento, non vogliamo però nascondere alcune difficoltà riguardanti vari aeroporti. Il nostro, infatti, è un Paese che come noto soffre di un eccesso di frammentazione aeroportuale, cosicché ogni sito ha seguito la propria strada. Diciamo quindi che mentre con gli aeroporti più grandi la collaborazione è stata abbastanza buona, le difficoltà maggiori le abbiamo incontrate con quelli più piccoli. In generale, però, non vi è stato quel passo importante della determinazione degli standard qualitativi insieme agli aeroporti e, se si esclude Napoli e poco altro, abbiamo dovuto assistere ad una formazione condotta da medici, non certo la più appropriata, in quanto va in conflitto con la prospettiva di riuscire ad avere un servizio qualitativo, aperto a tutti, che liberi le persone e che le emancipi”.
“Riguardo infine all’aeroporto di Fiumicino che ci ospita – ha concluso Barbieri – sappiamo gli sforzi che sono stati fatti e conosciamo anche i risultati prodotti. Chiaramente l’essersi affidati a molti diversi handler [gli handler sono i gestori dei servizi aeroportuali, NdR] per costruire una società unica ha creato problemi, anche perché l’Aeroporto di Roma è uno scalo di una certa importanza, oltretutto frequentato molto spesso da esponenti delle associazioni di persone con disabilità che – non si può nascondere – anche recentemente hanno vissuto situazioni di disagio. In ogni caso dev’essere chiaro che la questione delle pari opportunità è centrale: ogni volta infatti che io non riesco a salire su un mezzo aereo, su un treno o su un pullman, devo essere considerato come una persona discriminata nei suoi diritti fondamentali e in tal senso riteniamo che la Commissione Europea abbia senz’altro un ruolo centrale”.
In occasione della Conferenza Stampa del 17 luglio, Aeroporti di Roma ha presentato anche la Guida ai servizi per passeggeri a ridotta mobilità negli aeroporti Leonardo da Vinci di Fiumicino e G.B. Pastine di Ciampino.
Le informazioni contenute nella guida sono suddivise nei seguenti capitoli: Prima della partenza (indicazioni per la prenotazione del volo e dell’assistenza, indicazioni sulla classificazione internazionale dell’assistenza al passeggero); In partenza (indicazioni sul modo in cui raggiungere l’aeroporto, indicazioni per usufruire dei parcheggi riservati gratuiti per chi detiene il contrassegno); In aeroporto (indicazione dei punti di richiesta assistenza, banchi informazioni e punti informativi, con rispettivi orari di questi nei vari terminal, percorsi e mappe tattili, servizi igienici accessibili, uscite di emergenza, indicazioni per l’imbarco e la discesa dei passeggeri).
Completano la pubblicazione la sezione riportante tutti i numeri telefonici utili e quella con le mappe dei terminal.
Dal 26 luglio scorso è operativa anche ADR Assistance, una nuova società del Gruppo Aeroporti di Roma nata per garantire negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino l’assistenza a terra dei passeggeri a ridotta mobilità come previsto dal nuovo Regolamento comunitario.
Il servizio viene offerto gratuitamente ai passeggeri (in partenza, in transito o in arrivo) che ne abbiano fatto richiesta alla compagnia aerea con cui viaggiano.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.adrassistance.it.