Mobilità Sommario numero 59 - 2008


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Tecnologia

Sulle proprie gambe

di Francesco Smerghetto

Un esoscheletro elettromeccanico per permettere alle persone paraplegiche di camminare sulle proprie gambe. In commercio, forse, nel 2010.

In più occasioni sulle pagine di Mobilità abbiamo dato conto, sempre con occhio critico e con il dovuto distacco, delle varie ricerche in ambito neuromotorio che hanno l’altissimo – e per ora irraggiunto – fine di ristabilire la funzionalità degli arti la cui mobilità sia stata gravemente compromessa da un trauma o da una malattia.

Parallelamente a queste ricerche vengono sviluppati progetti che puntano a traguardi certamente più modesti, ma anche più realistici e raggiungibili nel breve periodo.

Ci riferiamo allo studio di quei dispositivi che, se non promettono ad una persona in carrozzina di riuscire a camminare con le proprie gambe, le consentirebbero almeno di camminare sulle proprie gambe.

ReWalk

L’esoscheletro HAL
L’esoscheletro HAL della Cyberdyne

Recentemente i media hanno riservato molto spazio ad uno di questi progetti: il prototipo di esoscheletro elettromeccanico ideato da una azienda israeliana, la Argo Medical Technologies.

ReWalk – così è stato battezzato l’ausilio – una volta “indossato” permetterebbe alla persona disabile di alzarsi dalla propria carrozzina, camminare ed addirittura salire e scendere rampe di scale, pur dovendosi aiutare con le stampelle per mantenere l’equilibrio. Proprio per il fatto che è necessaria anche una buona funzionalità degli arti superiori, l’ausilio sarà indicato per le persone paraplegiche ma non per quelle tetraplegiche. La buona salute del sistema cardiovascolare e delle ossa (densità ossea adeguata) – precisano gli inventori – sono gli altri requisiti fisici per poter utilizzare questa apparecchiatura.

ReWalk ha una struttura che appare tutto sommato leggera e poco ingombrante (soprattutto se paragonata ad alcuni “esperimenti” analoghi tentati nel passato), composta da due “gambe robotiche”, con opportuni snodi all’altezza delle articolazioni, che vengono fissate con delle fasce alle gambe della persona e, all’estremità superiore, al bacino. Una sorta di zainetto, anche questo non troppo vistoso, contiene le batterie ricaricabili ed il sistema di controllo computerizzato. I motori elettrici che garantiscono i movimenti si trovano all’interno delle gambe robotiche.

Punto di forza di questo ausilio sarebbe la possibilità di controllare i movimenti in maniera molto diretta ed intuitiva. Il computer, infatti, attraverso un sistema di sensori, sarebbe in grado di analizzare i movimenti del busto e degli arti superiori e in base a questi interpretare la volontà dell’utilizzatore e tradurla in uno degli schemi di movimento predefiniti. È così possibile attivare la camminata, mantenere una determinata andatura, alzarsi da una sedia oppure salire le scale.

Tra i benefici di ReWalk ci sarebbe anche quello di alleviare gli svantaggi legati al prolungato mantenimento della posizione seduta sulla carrozzina.

Allo stato attuale il prototipo viene sperimentato in Israele e negli Stati Uniti e la commercializzazione è prevista non prima del 2010. Ad un costo che secondo qualcuno potrebbe aggirarsi sui 20.000 dollari, mentre nel proprio sito web la Argo Medical Technologies precisa che il prezzo non è ancora stato stabilito, sebbene sia possibile prevedere, per l’utente finale, un costo su base annuale “paragonabile alla spesa media che le persone in carrozzina devono sostenere in un anno”. Qualsiasi cosa voglia dire. L’azienda poi si spinge fino ad ipotizzare per questo ausilio rimborsi parziali o totali da parte dei servizi sanitari dei vari Paesi.

Per saperne di più su questo dispositivo e sulla sua eventuale futura commercializzazione in Europa è possibile visitare il sito internet della Argo Medical Technologies: www.argomedtec.com.

Gli altri

dispositivo Honda
Il dispositivo per la
camminata assistita Honda

Attualmente vi sono – in fase di studio o già in vendita – anche altre apparecchiature molto simili a quella che abbiamo presentato.

Due esempi per tutti: l’esoscheletro prodotto dalla americana Berkeley Bionics (www.berkeleybionics.com) ed il più popolare HAL, il futuristico “vestito robotico” della giapponese Cyberdyne (www.cyberdyne.jp) che nel Paese asiatico già ora è possibile noleggiare.

Tuttavia questi ausili presentano una differenza sostanziale: sono pensati per moltiplicare la forza della muscolatura umana e quindi presuppongono che la persona sia comunque in grado di muovere autonomamente gli arti.

Non vanno bene, pertanto, per chi presenta paralisi agli arti, mentre potrebbero essere utilizzati da una persona anziana o molto debole che, grazie al carico muscolare notevolmente alleggerito, riuscirebbe a compiere azioni altrimenti impossibili, come camminare per tragitti lunghi oppure sollevare oggetti pesanti.

Si tratta comunque di ausili i cui campi di applicazione più naturali paiono essere altri, in ambito militare, ad esempio, oppure in contesti in cui si preveda l’intervento umano in condizioni di lavoro particolarmente gravose.

Concettualmente simile, ma di diversa foggia, è la proposta di Honda che, come molti sanno, oltre a produrre auto e moto (e molto altro) è da diversi anni impegnata in ricerche nel campo della robotica che non si limitano allo sviluppo dell’ormai famoso robot umanoide Asimo.

Il colosso giapponese ha ideato un dispositivo per la camminata assistita con l’intento di garantire una maggiore autonomia ad anziani o persone con una ridotta forza degli arti inferiori ma che comunque riescono ancora a camminare autonomamente. Rimane il dubbio sulle ricadute riabilitative dell’uso di questo dispositivo. Disponibile in 3 taglie, l’ausilio pesa circa 2,8 kg ed è dotato di batterie aglio ioni di litio che garantiscono una autonomia media di circa 2 ore.

Notizie ufficiali relative allo sviluppo di questo prodotto, che risulta essere ancora nella fase di test, verranno pubblicate in internet all’indirizzo www.world.honda.com/news.